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L’impianto urbano attuale, del vecchio centro conserva quasi inalterati, gli elementi infrastrutturali di quello originario. Con l’ausilio di una planimetria e possibile rintracciare gli elementi della trama evolutiva. Tra le ipotesi avanzate circa la tipologia dell’impianto urbano, è accoglibile quella di un impianto originario di paternità longobarda; a questa età può essere fatta risalire una torre, i cui resti sono ancora visibili, sul lato sud - est dell’agglomerato. La torre originariamente faceva parte di una cinta difensiva impiantata lungo le pendici del colle, di cui oggi non ne resta traccia. Per individuarne l’andamento dobbiamo esaminare la stratificazione architettonica avutasi nel corso dei secoli, e che si è andata a sovrapporre alla originaria struttura. La presenza della torre ad ogni modo ha comunque rappresentato un caposaldo, fungendo da epicentro insediativo che lentamente viene fasciato, nella sola direzione sud-orientale, da una fitta cortina edilizia residenziale, che trova nella chiesa di San. Simeone e nell’antistante spazio aperto il contropolo religioso. Le insule di questa fascia urbana sono ordite secondo una trama viaria del tutto irregolare e di esigua larghezza, caratterizzata da incroci a baionetta tipicamente medioevali nel pieno rispetto della naturale conformazione del sito, trovando esigenze di ordine igienico e di sicurezza. In alcuni aggregati (oggi allo stato di rudere) sono ancora rinvenibili abitazioni ad impianto rettangolare molto stretto (lotto gotico) aggregate ad altre ad aggregazione lineare. Le rimanenti insule sono costituite da abitazioni a blocco aggregate in maniera accidentale totalmente sprovvisti di corti interne o altro tipo di spazio aperto. Essendo le strade a forte pendenza i blocchi residenziali si sviluppano mediamente su due o più livelli, di cui quello al pianoterra quasi sempre adibito a deposito o stalla, mentre gli ambienti superiori venivano usati come residenza, accessibili generalmente da una scala esterna addossata alla facciata principale, o interna dove la particolare conformazione del lotto non permetteva l’aggiunta di questo elemento architettonico. In questo secondo caso gli ambienti al piano terra venivano opportunamente divisi da un disimpegno dove si trovava appunto la scala. L’evoluzione urbana è strettamente legata all’andamento demografico del centro, pertanto questa prima conformazione resta immutata per diversi secoli fino ad esplodere nella seconda meta del XVI secolo, fino alla fine del XVII secolo; in quest’arco di tempo il tessuto urbano si espande verso occidente, favorito dalla morfologia del luogo caratterizzata da ampi spazi aperti, crescendo tutt’attorno ad un nuovo caposaldo costituito dalla chiesa oggi denominata Ave Gratia Plena.
Questo complesso religioso assume un ruolo da protagonista nella scena urbana del piccolo centro, non solo per la posizione baricentrica che esso assume, ma soprattutto per l’imponenza volumetrica rispetto alla trama edilizia circostante. L’impianto originario di questa chiesa può essere fatto risalire al XVII secolo; durante i lavori di restauro del pavimento, sono state rinvenute tracce delle fondamenta di una cappella votiva di epoca precedente. Del resto fonti storiche ci dicono che nel XVI secolo si contavano ben dodici cappelle votive sparse nel centro. Poco possiamo dire delle valenze architettoniche di questa chiesa, fatta eccezione per i pregevoli altari barocchi delle cappelle e dell’abside. All’interno di questo insediamento vanno segnalati alcuni edifici di notevole valenza architettonica, il palazzo di Lullo, di impianto ottocentesco, con il suo splendido terrazzo che affaccia verso la piazza, ed il palazzo Boiano, tipica residenza baronale, anch’esso di impianto ottocentesco, edificio che purtroppo versa in uno stato di abbandono totale. L’agglomerato urbano di Gallo Matese è il tipico esempio di tessuto edilizio minore, e per questo ricco di peculiarità e valenze, che può essere esaltato e valorizzato, anche se costantemente e miseramente minacciato da volgarità incombenti che rappresentano il pessimo nuovo, che, dove è intervenuto, ha portato irrimediabili guasti e superfetazioni.(valgono le foto di che segnaliamo su queste pagine).
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